La Fondazione Pesenti supporta il Progetto Origin

Origin, progetto dell’Istituto Mario Negri, ha ricevuto nella sua fase iniziale un importante contributo dalla Fondazione Pesenti. Lo studio, avviato nel 2020, è chiamato ad indagare le cause genetiche di suscettibilità e severità della malattia Covid-19. L’idea nasce dai ricercatori del Centro `Aldo e Cele Daccò´ dell’Istituto Mario Negri di Bergamo, che da anni si impegna nello studio dei difetti genetici che sono all’origine delle malattie.

Il Progetto Origin è un’esperienza unica nel suo genere. Nessun altro centro nel mondo ha attivato un’indagine così estesa e così approfondita su una sola area. In provincia di Bergamo questa ricerca ha coinvolto 9.700 persone che hanno risposto a questionari rispetto alle proprie condizioni di salute in relazione alla possibile infezione da coronavirus. Ora la ricerca, spiega Marina Noris, responsabile del laboratorio del Mario Negri che si occupa di malattie rare, è entrata nella fase decisiva. «Stiamo convocando nella sede di Ranica quasi 1.200 persone—spiega—. Sono gruppi omogenei di tre, soggetti molto simili tra loro per età e condizioni fisiche, di cui però una si è ammalata di Covid in modo grave, un’altra l’ha avuto in forma molto lieve o asintomatica, mentre la terza non si è infettata. Faremo su di loro controlli clinici e confronteremo i loro Dna». Il punto è capire se alle radici di una diversa gravità della malattia ci siano ragioni genetiche. «Ci sono state tante speculazioni sul perché la pandemia abbia avuto un impatto così pesante in Valseriana, potremmo anche scoprire che esistono fattori genetici. E questo ci aiuterebbe a capire chi va protetto meglio dall’infezione», afferma Giuseppe Remuzzi, Direttore presso Istituto Mario Negri.

Il lavoro è cominciato nell’autunno del 2020 con i questionari online, da Nembro, Alzano e Albino, poi è stato esteso a tutta la provincia. Ora le terzine di pazienti e la mappatura genetica, che andrà a studiare anche dettagli affascinanti. Ad esempio la presenza di tracce di patrimonio genetico dell’uomo di Neanderthal che, secondo studi già pubblicati, spiegherebbero, in alcuni casi, la predisposizione a sviluppare forme gravi della malattia, in altri invece una migliore risposta immunitaria. La fase delle analisi sul Dna si concluderà in autunno.

Lo studio potrà dire chi è più a rischio di sviluppare una forma grave di Covid-19 e, per questo motivo, dovrà essere più protetto dall’esposizione al virus. Tra gli obiettivi: Sviluppare terapie precoci per le categorie piè esposte.

 

APPROFONDIMENTI

 

fondazionepesenti.it

origin.marionegri.it

Corriere della Sera 04 07 2021