Nasce la prima laurea in Geourbanistica.

Dalla provocazione intellettuale del progetto RIFO ad un percorso di formazione che valorizza le competenze dell’Università di Bergamo.

 
 

Nasce la prima laurea magistrale in Geourbanistica, voluta dal Rettore dell’Università degli studi di Bergamo. Dal progetto RIFO Rigenerazione urbana e restituzione di territorio ad una sfida importante per l’Ateneo.

 
 
 
 


 
 

Si è tenuta presso l’Università di Bergamo alla presenza del Rettore Remo Morzenti Pellegrini, della professoressa Emanuela Casti, del Segretario Generale della Fondazione Pesenti Sergio Crippa, di Maurizio Federici di Regione Lombardia e dei principali stakeholders del territorio e dell’Università la presentazione ufficiale del primo corso di laurea magistrale interdipartimentale in Geourbanistica.

 
 


 
 

 
 


 
 

Il Segretario Generale della Fondazione Pesenti, sottoscrivendo la partecipazione al Comitato di Indirizzo della nuova laurea, ha voluto ricordare il percorso di RIFO, un’iniziativa nata congiuntamente da Università Bergamo e Fondazione Pesenti, con un nome che vuole ricordare “quando i bimbi esprimono pentimento per qualcosa fatto prima e nello stesso tempo la speranza per quello che deve venire. E allora “Rifo!”, ricomincio, nella certezza che si possa fare di meglio”.

 

“Si è trattato” ha ricordato Sergio Crippa “di una provocazione intellettuale, ma anche di un’iniziativa importante, perché -quando siamo di fronte ad una mission impossible- come Fondazione ci piace rivolgerci al mondo dell’Università per provare a renderla possibile”.
 
Così ha preso avvio un progetto condotto nell’ambito del Centro Studi sul Territorio, CST-DiathesisLab, atelier di ricerca e sperimentazione cartografica dell’Università degli Studi di Bergamo, coordinato da Emanuela Casti. Un gruppo di 8 ricercatori (in prevalenza geografi, ma anche urbanisti e informatici) e 3 studenti ha completato (dalla metà del 2013 e per circa 2 anni) la ricerca
 
RIFO
, studiando il dismesso e l’obsoleto in Lombardia. Si è quindi proposto un percorso affinchè l’ingente patrimonio edilizio, una volta rigenerato, possa rispondere sia alla richiesta di case popolari sia alla restituzione del suolo consumato.
 
 


 
 

 
 


 
 

È da questo background e “da competenze specifiche sulla rigenerazione urbana che esistono nell’Ateneo e che andavano valorizzate” ha sottolineato la professoressa Casti che è nata
la Laurea magistrale Geourbanistica, caratterizzata da una didattica interdisciplinare impartita da docenti di tre dipartimenti (Lingue, Ingegneria, Lettere) che si avvale di strutture laboratoriali e Centri di ricerca dell’Università di Bergamo.
 
Il Corso ha l’obiettivo di formare una figura professionale, assente in Italia ma già esistente all’estero, di geografo-urbanista con competenze sia nell’analisi territoriale sia nella pianificazione urbana; al contempo, esperta nell’uso dei sistemi informativi geografici, delle tecnologie di mapping e di comunicazione a supporto della governance.

 

La necessità/opportunità di formare tale figura in Italia proviene dalle recenti indicazioni scientifiche e politiche internazionali che mostrano l’incrocio tra discipline come l’unico approccio in grado di affrontare le sfide contemporanee quali il dissesto ambientale e il consumo di suolo.

 

La laurea è rivolta a laureati triennali in ambito umanistico-sociale e scientifico-tecnologico, la cui diversità, gestita mediante percorsi di allineamento, costituisce una potenzialità su cui costruire una didattica student-oriented. Tale didattica è erogata in un contesto stimolante che include project work, attività interattive applicate ai territori, laboratori, tirocini e insegnamenti tenuti da visiting professors stranieri ed esperti nazionali.

 
 


 
 

 
 


 
 

Per questo motivo la laurea si rivolge anche ai professionisti che operano in enti e istituzioni preposti al ripristino ambientale e alla progettazione urbana, nell’ambito dell’alternanza formativa università-lavoro. Sotto il profilo occupazionale, il laureato in Geourbanistica, oltre agli sbocchi offerti dagli enti pubblici e privati preposti alla progettazione territoriale, trova spazio nelle professionalità emergenti di raccordo tra gli esperti tecnici settoriali e gli stakeholders – politici, amministratori, cittadini – per promuovere la partecipazione e la governance.

 

Per garantire l’adeguatezza del profilo professionale del laureato in relazione all’insorgere di nuove esigenze da parte del territorio, è previsto un Comitato di indirizzo composto dai docenti del Corso e dagli stakeholders locali che si riunirà periodicamente per discutere sull’offerta formativa e confrontarsi, anche con esperti internazionali.

 
 


 
 

 
 


 
 

 
 


 
 

 
 


 
 

 
 


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