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Bergamo, 23 Novembre 2005

Tavola rotonda sul sistema industriale italiano
La Fondazione Cav. Lav. Carlo Pesenti in occasione della presentazione del volume sulla storia del gruppo “Italcementi: dalla leadership nazionale alla internazionalizzazione” di Vera Zamagni, ha promosso la tavola rotonda “Tra storia e futuro del sistema industriale italiano” tenutasi all’Università di Bergamo alla presenza di rappresentanti del mondo accademico, istituzionale e industriale e seguita anche da tutor e studenti di quattro prestigiose università italiane: Bergamo, Bocconi Milano, Bologna e Alta Scuola Politecnica Milano-Torino, collegati in web streaming e chat conference.

L’iniziativa è nata con l’obiettivo di riportare, da un lato, l’industria e l’attività industriale in termini di crescita e di sostenibilità all’attenzione di laureandi e di neolaureati che hanno intrapreso anche percorsi di eccellenza post-laurea e, dall’altro, di riproporre in diretta a imprenditori, docenti, rappresentanti di istituzioni finanziarie e non, le curiosità, le attese e le passioni dei giovani di oggi.

L’incontro ha visto la partecipazione oltre che del Presidente della Fondazione, Giovanni Giavazzi, e del Rettore dell’Università di Bergamo, Alberto Castoldi, di relatori di prestigio tra cui Alberto Bombassei, Vice Presidente Confindustria, Mario Deaglio, docente di Economia Internazionale dell’Università di Torino, Giampiero Pesenti, Presidente Italcementi, Angelo Tantazzi, Presidente di Borsa Italiana e Vera Zamagni, docente di Storia Economica dell’Università di Bologna. Nella tavola rotonda sono stati ripercorsi gli eventi più significativi della storia del nostro Paese e del sistema industriale italiano: dall’unità d’Italia, la prima e la seconda guerra mondiale sino ai giorni nostri. Italcementi è stata presa d’esempio quale modello di competitività da imitare: in 140 anni ha accumulato un grande patrimonio di esperienza senza perdere le radici familiari e il legame con il territorio. Non solo ha messo in atto una crescita dimensionale verso l’internazionalizzazione attraverso una maggiore produttività, ma ha anche investito nella ricerca e nel capitale umano. Questo connubio tra spirito imprenditoriale, coraggio, eccellenza tecnica, innovazione ed espansione può essere di stimolo e di insegnamento per i giovani di oggi, manager del futuro.